Avishai Margalit, Sul tradimento

2017
Piccola Biblioteca Einaudi Ns
pp. XII – 268
€ 21,00
ISBN 9788806235543

Traduzione di Barbara Del Mercato
Traduzione di Dario Ferrari

Perchè e con quali implicazioni etiche, lungo i secoli e nelle diverse culture, l’uomo tradisce?

L’adulterio, il tradimento, l’apostasia non vengono piú considerati con la gravità di una volta. Eppure molto spesso siamo testimoni di storie di tradimenti, e molti di noi hanno direttamente sperimentato un atto di infedeltà. Avishai Margalit sostiene che la tensione tra l’ubiquità del tradimento e il progressivo allentamento della sua considerazione è un segno della differenza esistente tra etica e moralità nei rapporti umani. Sul tradimento offre una spiegazione filosofica della natura delle piú importanti relazioni umane – con amici, familiari o all’interno della propria comunità – attraverso la loro patologia, il tradimento. Non si può definire con sicurezza cosa sia un tradimento. Chi per alcuni è un informatore, per altri è qualcuno che ti pugnala alle spalle: un eroe o un traditore. Eppure, il concetto di ciò che significa tradire è costante attraverso i secoli e le culture. Il tradimento mina la fiducia piú solida, dissolve il collante che mantiene unite le nostre relazioni piú salde. L’epoca attuale dà maggior rilievo ai rapporti di fiducia tra stranieri, a quelle relazioni che assumono un ruolo centrale nell’economia globalizzata, e che però, secondo Margalit, sono controllate dalla moralità. Sul tradimento si occupa invece dell’etica: di ciò che dobbiamo alle persone e ai gruppi che ci forniscono un senso di appartenenza. L’autore attinge a fonti letterarie, storiche e personali (la sua infanzia durante la guerra arabo-israeliana del 1948) e analizzando il concetto di tradimento considera ciò che sono e dovrebbero essere i nostri rapporti piú importanti, dando nuovo vigore alla dimenticata nozione di fraternità.

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